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Egisto Grassi

Nato nel 1920 e cresciuto nel piccolo paese di Bagno a Ripoli, lavora poi nella grande fabbrica delle Officine Galileo dal 1935 al 1940 per la produzione di strumenti ottici.
Nel gennaio 1940 alla visita di leva, per le sue qualifiche professionali, viene arruolato nella Marina come sommergibilista.
Nel giugno 1940 l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale.
Nel novembre del 1942 a bordo del sommergibile Platino partecipa a una delle più importanti azioni militari della Marina, nella baia di Bougies.
L’8 settembre 1943, data dell’Armistizio, si trova a fare esercitazioni in zona tedesca a Danzica. Viene catturato, e,alla richiesta di aderire al nazifascismo, risponde “NO”. Viene quindi internato nel campo di concentramento di Thorn (Lager XXA).

Egisto Grassi nasce a Bagno a Ripoli nel 1920, un paesino alle porte di Firenze, luogo dal quale attraverso la famiglia riceverà i fondamenti della sua educazione. A Firenze entrerà nel mondo del lavoro con l’assunzione nelle Officine Galileo, una delle più prestigiose ed avanzate aziende di strumenti di precisione (fotografia,astronomia , tecnologie militari). Questa fabbrica, che per molti giovani fu una scuola di solidarietà ed attività politica (anche clandestina durante il regime fascista, come racconta lui), meriterebbe già da sola di essere raccontata diffusamente.
Fu per la professionalità acquisita sul lavoro che Egisto Grassi, dopo la visita di leva, venne assegnato ed imbarcato su un sommergibile della Marina italiana. Si trovò quindi immerso in fondo al mar Mediterraneo, in una situazione lontanissima ed inimmaginabile per quello che era stata la sua vita fino ad allora. L’eccezionalità della sua situazione raggiunse il culmine con il sommergibile Platino, del quale era il responsabile di tutti gli armamenti e dell’apertura e chiusura del portello. Questo sommergibile, con un attacco a sorpresa nella baia di Bougies (nella costa algerina occupata
dagli inglesi) riuscì ad affondare un grosso piroscafo, compiendo così una delle più importanti operazione belliche della Marina italiana, come fu subito riconosciuto ufficialmente. Dino Buzzati scrisse un articolo su”La Nazione” per raccontare l’ardita impresa.
Ma fu l’8 settembre 1943, data dell’Armistizio, che Egisto compì la sua impresa maggiore, e che egli racconta con l’umile naturalezza di chi ha ben chiari e interiorizzati i valori fondamentali della vita. Nel momento in cui gli chiesero di aderire alla Repubblica di Salò e di fare la guerra al fianco dei nazisti, rispose con un deciso “no”.
Fu dunque trasportato al campo di concentramento di Thorn, dove visse e vide quegli orrori che di quei luoghi ci sono stati descritti da altri testimoni. Tuttavia ogni testimonianza è unica è preziosa da parte dei fortunati che sono riusciti a scampare alla morte. E di quella terribile esperienza, racconteremo due episodi molto significativi e toccanti. Il primo riguarda il momento in cui la sua vita fu appesa ad un filo: gli fu riscontrato un tumore, che per i nazisti voleva immediatamente dire l’eliminazione dell’internato. In realtà si trattava di una fistola anale e un dottore italiano riuscì a salvargli la vita improvvisando un’operazione in condizioni impensabili. L’altro episodio, che ha dei contorni surreali e perfino poetici, mette in risalto la straordinaria volontà umana di sopravvivere anche nelle situazioni più terrificanti: nello stesso campo di Thorn alcuni detenuti allestirono un piccolo palcoscenico per mettere in scena una rappresentazione nella quale Egisto, travestito da donna, cantò le più famose canzoni fiorentine dell’epoca.
Uscito da questa durissima esperienza della guerra, Egisto - come abbiamo già detto – ha svolto il suo dovere nel migliore dei modi sul luogo di lavoro. E nella sua famiglia, col suo esempio di uomo mite e generoso, è tuttora il punto di riferimento degli affetti di tutti i suoi parenti.


IL PICCOLO GRANDE SENSO DEL DOVERE | UN FILM DI DANIELE LAMURAGLIA | contact@ | design essedicom